La ricerca del tartufo, detta anche “cava” è una pratica che richiede passione, tecnica e costanza

Per trovare il prezioso tubero all’interno delle tartufaie, chiamate “pasture”, il tartufaio si avvale dell’ausilio di un cane, il cui olfatto risulta indispensabile nell’individuazione del tartufo (con una capacità di 120 cm di superficie olfattiva rispetto a quella dell’uomo che risulta pari a 3cm).
Per il tartufo va bene qualsiasi cane di razza o meticcio, purchè non presenti disturbi comportamentali. Ogni razza ha le proprie caratteristiche di cerca, di carattere e possiede i relativi pregi e difetti. Possono esserci anche differenze di cerca sostanziali tra esemplari della stessa specie o cucciolata. Per tale motivo la decisione di adottare un cane richiede una scelta ponderata, è importantissimo basarsi sulle attitudini e sul comportamento che si vorrà ottenere da lui, sul lavoro che dovrà svolgere , scegliendo la taglia giusta ed il tipo in base alle condizioni in cui dovrà operare.
Un fattore importante è l’età del cane da addestrare, è preferibile il cucciolo tra i quattro e gli otto mesi ed il tipo di educazione. Non va sgridato o tenuto con altri cani che non siano cercatori di tartufi; va invece fatto giocare al riporto e abituato alla ricompensa in modo tale che nasca complicità e amicizia e che l’animale veda nel padrone una figura di “capobranco”.